La ricerca

Un gallurese, più voci

Il gallurese comune e quello dei paesi occidentali sono entrambi gallurese. Come li registriamo, con qualche esempio.

Più di un modo giusto

A Tempio si dice focu, ad Aggius e a Santa Maria Coghinas fogu. Nessuno dei due sbaglia.

Il gallurese di Tempio è il più diffuso, e quello che si legge più spesso nei libri, ma non è l’unico modo giusto di parlare. Nell’ovest della Gallura, dalle montagne di Aggius alla valle del Coghinas fino al mare di Badesi, si parla un gallurese con suoni e parole propri. È gallurese quanto quello di Tempio, e lo parla una parte ampia della regione.

Gallura.net non sceglie un paese come modello. Registra ciò che le fonti scrivono in ciascun paese, e tratta le differenze per quello che sono: varianti della stessa lingua, non errori da correggere.

Le due grandi varietà

Lo Standard ortografico del gallurese del 2024 (pp. 6–7) e il sillabo regionale per la certificazione di livello C1 distinguono due varietà propriamente galluresi.

Il gallurese comune
Tempio Pausania, Calangianus, Aglientu, Arzachena, Erula, Loiri Porto San Paolo, Luogosanto, Palau, Sant’Antonio di Gallura, Santa Teresa Gallura, San Teodoro e Telti, insieme ai galluresi che vivono in paesi soprattutto sardofoni, come Luras, Berchidda, Oschiri, Monti, Padru, Tula e parte di Olbia. È la varietà più uniforme e più estesa. Anche al suo interno ci sono differenze: lo standard riconosce a Calangianus particolarità proprie.
Il gallurese occidentale
Aggius e Bortigiadas, che ne sono il cuore, poi Badesi, Santa Maria Coghinas, Trinità d’Agultu e Vignola, Valledoria e Viddalba; si parla anche a Bulzi, nelle campagne di Perfugas e in parte di Aglientu ed Erula. Rispetto al gallurese comune è più a contatto con il sassarese e con il sardo.

I confini non sono linee nette. Il sillabo lo dice chiaramente: alcune varietà convivono nello stesso comune. E anche l’ovest non è tutto uguale: secondo Riccardo Mura (2022), ad Aggius, Badesi, Trinità e Viddalba si dice occi ma si conserva óggji, mentre a Bortigiadas, Santa Maria Coghinas e Valledoria si dice anche oggi.

A tenere insieme le varietà c’è una tradizione letteraria comune, in cui tutti i galluresi si riconoscono, da Don Baignu (Gavino Pes) in poi.

Lo standard e la certificazione la pensano così

Lo standard del 2024 non cancella le forme occidentali: le ammette per iscritto. Dentro una parola si può scrivere sia focu sia fogu (p. 11). Accanto a òccji e gjésgia sono ammesse occi e gésgia (p. 12), e la tavola delle corrispondenze riporta per l’ovest zentu, fazi, gruzi (p. 25).

La certificazione regionale del gallurese segue la stessa idea. Chi si iscrive indica la propria varietà, e la commissione ne tiene conto nella valutazione. In cambio, ciascuno deve dimostrare di «comprendere testi scritti e orali provenienti da qualsiasi varietà».

Lo stesso Padre nostro, a Tempio e ad Aggius

Nel 1840 Giovanni Spano pubblicò, nella sua Ortografia sarda nazionale, il Padre nostro nella varietà di Tempio e in quella di Aggius. Messe una accanto all’altra, le due versioni mostrano bene le differenze: stessa preghiera, stessa lingua, due voci.

Giovanni Spano, Ortografia sarda nazionale, parte seconda, Cagliari 1840. Grafia della fonte.
TempioAggius
Babbu nòstru chi séi illu CéliBabbu noltru chi se’ illu zelu
sia santificatu lu so nòmusia santifigadu lu so nomu
e paldunetici li nostri piccatie paldunetizi li noltri piccadi
comu noi paldunemu li nostri innimichicomu noi paldunemu li noltri innimighi

Leggi le due versioni complete nelle Voci: Tempio e Aggius.

Qualche esempio

Non serve elencare ogni differenza: bastano alcuni esempi per riconoscerle. Tutte le forme qui sotto sono documentate nelle fonti del dizionario, e ogni parola porta alla sua voce.

ComuneOccidentaleItaliano
La c tra due vocali diventa g
focufogufuoco
vicuviguvedo
socusogusono
La c davanti a e e i diventa z
cilcuzilcucerco
fàcinifazinifanno
ciminèaziminèacamino
cj e gj diventano c e g
òccjiocciocchi
gjésgiagésgiachiesa
gjannagiannaporta
Altre differenze documentate nei testi
semusemmusiamo
andemuandemmuandiamo

Le prime tre differenze sono ammesse esplicitamente dallo standard. Le ultime le registriamo perché le fonti le scrivono, anche se lo standard non ne parla.

Come le registriamo

  • Una voce, tutte le forme. fogu non è una voce a sé: sta sotto focu, con la sua fonte. Chi cerca l’una trova anche l’altra, e la ricerca in italiano «fuoco» le restituisce entrambe.
  • Il paese, quando la fonte lo dice. Una forma porta il nome del paese solo se una fonte la colloca lì. Non estendiamo una forma di Santa Maria Coghinas a tutto l’ovest, e non attribuiamo una varietà a un autore solo perché è nato in un certo paese. Nel dizionario si possono vedere le forme registrate in un paese, per esempio ad Aggius.
  • Le Voci riconoscono l’ovest. Leggendo un testo, una parola scritta all’occidentale, come fogu o occi, porta alla voce giusta del dizionario. Il lettore la riconosce come variante, mai come errore.
  • I parlanti parlano per il loro paese. Quando un parlante conferma una parola, la risposta si registra con il suo paese e vale per quel paese, non per tutta la Gallura.

I vicini

Il sillabo del C1 avvicina al gallurese altre due varietà, riconosciute dalla legge regionale: il maddalenino di La Maddalena e il castellanese-sedinese di Castelsardo, Sedini, Tergu, La Ciaccia e La Muddizza. Sono parenti stretti, ma hanno una storia propria, e noi le teniamo distinte.

  • Nelle Voci i testi in castellanese e in sedinese compaiono con la loro etichetta, ben visibile. Non contano come prove di parole galluresi nel dizionario.
  • Le forme raccolte a La Maddalena conservano nel dizionario la grafia con chj e ghj che lo standard ammette per l’isola.
  • I testi in sassarese, in logudorese o in una varietà che la fonte non permette di stabilire restano fuori dalle Voci.
  • Dove si parlano più lingue, come a Luras, la lingua si stabilisce testo per testo, non per autore o per paese.

Che cosa manca

Siamo prudenti: una forma porta il nome di un paese solo quando la fonte lo indica. Per questo, delle quasi 18.000 forme del dizionario, meno di mille hanno oggi un paese, e Badesi, Viddalba e Trinità d’Agultu e Vignola non ne hanno ancora nessuna. Se conosci libri, raccolte o registrazioni dei paesi dell’ovest, segnalaceli: sono le fonti che mancano di più.